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OSTEOPATIA E GRAVIDANZA

Dalle modificazioni naturali del corpo di una mamma fino al parto, attraverso un accenno di anatomia

In questo video esplicativo si osserva sia l'anatomia del bacino della gravida sia la fase espulsiva in cui il bambino compie il suo passaggio nel canale del parto.
E' un evento totalmente fisiologico che ha però bisogno che il corpo della madre (soprattutto il bacino e il pavimento pelvico) sia pronto ad assecondarlo in ogni sua fase in modo tale che tale processo avvenga nella maniera più semplice possibile.

L' aumento dei livelli ormonali è il principale responsabile di questo adattamento indispensabile alla madre per nutrire il bambino, preparare il proprio corpo al travaglio-parto e al successivo allattamento. Tutti gli organi sono coinvolti in queste mutazioni fisiologiche che talvolta però possono accompagnarsi a problemi di salute o disagio per la donna.

I principali cambiamenti riguardano:

1) PESO CORPOREO L'aspetto generale della donna si modifica essenzialmente per la ritenzione d'acqua (edema) nei tessuti. E' considerato ideale in una donna normopeso un aumento di 11-12 Kg: 2 kg nelle prime 20 settimane e poi 400-500 gr alla settimana fino a termine. Molteplici sono però i fattori influenzanti: il peso prima del concepimento, il grado di edema, il metabolismo, la dieta, il vomito o la diarrea, la quantità di liquido amniotico e la grandezza del bambino. Schematicamente la distribuzione ideale del peso raggiunto a fine gravidanza è: muscoli e grasso 2,2 kg ; sangue e liquidi 2,5 kg, mammelle 900 gr, utero 900 gr, placenta 500-600 gr, liquido amniotico 900 gr, peso fetale 3000gr. I disturbi principali sono gonfiori a mani e piedi, per la ritenzione idrica (soprattutto nel III trimestre); emorroidi e varici vulvari, gambe indolenzite e tendenza alle varici per la compressione esercitata dal peso di utero e feto sul ritorno venoso.
2) SISTEMA CARDIO-CIRCOLATORIO Il lavoro maggiore richiesto per far fronte alle esigenze del feto determina un progressivo aumento della gittata sistolica (cioè del volume di sangue messo in circolo dal cuore ogni minuto). La frequenza cardiaca aumenta in media di 10-15 battiti/minuto. Mano a mano che l'utero aumenta di volume il diaframma si alza facendo ruotare il cuore verso l'avanti e a sinistra. Soggettivamente talvolta si possono lamentare delle aritmie (sensazione di un battito in più) o più raramente tachicardia. La pressione arteriosa rimane immodificata o si abbassa leggermente per la vasodilatazione periferica determinata dal progesterone che favorisce il flusso di sangue al feto, questo può talvolta causare svenimenti soprattutto in situazioni di prolungata stazione eretta o decubito dorsale. Si considera patologica una pressione minima maggiore di 90 mmHg e massima maggiore di 140 mmHg riscontrata a riposo in almeno due misurazioni successive.
3) SISTEMA EMOCOAGULATORIO La massa sanguigna, pur con ampie variabilità individuali, aumenta sensibilmente durante la gravidanza, in particolare si ha un incremento di circa il 50% (da 2500 ml a 4000 ml) della parte liquida (plasma) in cui è sospesa la componente cellulare (globuli rossi e bianchi) che ha un'espansione più limitata e lenta (circa il 30% in più). Questo meccanismo di emodiluizione fisiologica protegge la donna dall'emorragia del parto e rende meno viscoso il sangue, quindi in grado di passare più facilmente nei piccoli vasi placentari. I globuli rossi aumentano per fornire la maggior quantità di ossigeno richiesta dai tessuti materni e placentari, ma il maggior incremento del plasma ne determina agli esami di laboratorio una "apparente diminuzione", con valori di emoglobina che da circa 12 g/dl possono scendere a un minimo normale in gravidanza di 10,5 g/dl. In questo caso non è corretto parlare di anemia.
I globuli bianchi aumentano leggermente. Le piastrine rimangono stabili o lievemente diminuite. I fattori della coagulazione aumentano, determinando una riduzione del tempo coagulatorio, con effetto protettivo nei riguardi delle emorragie, ma con un lieve aumento del rischio trombotico.

4) APPARATO RESPIRATORIO Nella seconda metà della gravidanza l'utero sospinge in alto il diaframma e le escursioni respiratorie sono rese più difficili; si avrà un aumento della profondità dei singoli atti. Il tipo di respirazione diventa perlopiù costale, per cui sono più frequenti episodi di dispnea, specie sotto sforzo (per esempio difficoltà a salire le scale)

5) APPARATO URINARIO Si ha riduzione del tono e della peristalsi ureterale e vescicale (effetto del progesterone). L'uretere, specie quello di destra, viene dislocato lateralmente e compresso dall'utero; la vescica è spinta anteriormente in alto. Si verifica una dilatazione delle vie urinarie con difficoltà allo svuotamento e aumentato rischio di infezioni o coliche renali. Uno dei disturbi più frequenti è l'aumento della frequenza minzionale (pollachiuria). La filtrazione glomerulare aumenta del 50% già alla 15 settimana, poi decresce e torna ai livelli normali alla terza settimana dopo il parto. Questo comporta un'aumentata escrezione urinaria di varie sostanze quali: il glucosio, gli aminoacidi, le vitamine idrosolubili, i farmaci. L'aumento della glicosuria (zucchero nelle urine) è fisiologico anche se un incremento eccessivo, deve far escludere una possibile infezione urinaria o un diabete. Gli estrogeni favoriscono invece la ritenzione di sodio e acqua che talora può dar luogo a edemi.
6) APPARATO GENITALE L'utero aumenta di volume soprattutto a livello del fondo. La cervice (o collo uterino) si ispessisce per aumento della vascolarizzazione e del contenuto di acqua, costituendo una barriera contro le infezioni grazie anche al muco denso che ne ostruisce il canale (il tappo mucoso). A gravidanza avanzata, in risposta alle aumentate contrazioni preparatorie indolori (contrazioni di Braxton Hicks), la cervice va incontro ad un processo di "maturazione", diventando più molle e di consistenza pastosa. La vagina, per effetto degli estrogeni, è più elastica, quindi più facilmente dilatabile durante il parto e più vascolarizzata. Inoltre l'epitelio di rivestimento vaginale si ispessisce, con un cambiamento dell'ecosistema e un abbassamento del pH. Le secrezioni vaginali aumentano sono biancastre (leucorrea) e se non associate a sintomi non devono destare preoccupazione. Il prurito è spesso correlato alla vasodilatazione con aumento della temperatura locale. E' consigliabile indossare indumenti ampi e di cotone.
7) APPARATO GASTROINTESTINALE La crescita dell'utero verso destra spinge lo stomaco e le anse intestinali in alto e a sinistra. Per effetto del progesterone vi è una riduzione del tono muscolare di stomaco, esofago, colecisti e di tutto l'intestino. Questo comporta un rallentamento dello svuotamento gastrico e intestinale che se da un lato massimizza l'assorbimento di nutrienti dall'altro è responsabile di disturbi come difficoltà digestiva, bruciore gastrico (per reflusso di acidi verso l'esofago), nausea o stipsi.
Le gengive talora si presentano edematose, con facile tendenza a infiammazioni e al sanguinamento.
La salivazione è normale; ciononostante, viene riferita da molte donne la sensazione soggettiva di ipersalivazione (scialorrea), dovuta in realtà ad una maggiore difficoltà a deglutire.

8) SISTEMA ENDOCRINO La Tiroide e le paratiroidi, il surrene e l'ipofisi aumentano di volume e risultano modicamente iperfunzionanti, si verifica così un incremento dei livelli ematici di alcuni ormoni fondamentali per regolare il metabolismo e il riassorbimento di determinate sostanze.
9) SISTEMA NERVOSO Il nostro cervello è più ricettivo in gravidanza ed è influenzato anche dell'ambiente circostante: paura, preoccupazione e senso di colpa sono malesseri diffusi nella maggior parte delle donne, in particolare nei primi tre mesi e nelle ultime settimane di gravidanza. La labilità emozionale (effetto del progesterone), può associarsi a uno stato di ansia e ambivalenza affettiva, amore/rifiuto, nei riguardi del bambino. Il secondo trimestre è caratterizzato da una stabilizzazione emozionale: la donna dimostra fiducia in se stessa e attivismo. Nel terzo trimestre compare spesso un certo grado di apatia, svogliatezza, affaticamento.

10) CUTE E APPARATO MUSCOLO-SCHELETRICO A livello cutaneo aumenta la pigmentazione. Alcune sviluppano macchie sul volto, il cosiddetto cloasma. o una linea pigmentata (linea nigra) che dal pube va all'ombelico. Anche l'areola del capezzolo è coinvolta: in preparazione all'allattamento la deposizione di melanina la irrobustisce. Man mano che la gravidanza procede si verifica lo stiramento dello strato di collagene della cute a livello mammario e addominale. In alcune donne le aree di massimo stiramento si assottigliano ed appaiono delle linee rosse, le "smagliature". Spesso si sente più caldo per effetto del progesterone che aumenta la temperatura corporea di circa 0.5°C e la vasodilatazione. I legamenti più lassi e il cambiamento del centro di gravità con alterazione della postura possono accompagnarsi a disturbi come lombosciatalgia, dolori intercostali e pubalgia. Un'attività fisica regolare, il cambiamento frequente della posizione, l'uso di scarpe comode con tacco basso e il limitato aumento di peso migliorano o prevengono questi disturbi.

L'OSTEOPATIA è in grado di accompagnare durante tutto il percorso della gravidanza con un occhio e un'attenzione speciale durante questo speciale momento.

La gestante, non potento assumere molti farmaci, può trovare beneficio per il trattamento di alcune problematiche difficilmente affrontabili in altro modo, in particolare negli ultimi mesi, legate all’aumento del peso e del volume addominale,tra queste:

1) sciatalgie gravidiche (legate alle modificxazioni del bacino e della postura)

2) lombalgie (causate spesso dal cambio posturale, del baricentro e delle tensioni muscolari)

3) dolori agli arti inferiori,

4) problematiche legate alla stasi linfatica (per il notevole impiego circolatorio fetale, per l'aumento della pressione a livello della Vena Cava Inferiore e per l'aumento della tensione muscolare con effetto compressivo venoso),

5) reflusso gastroesofageo, ecc.
Migliorare questi aspetti, permette un miglioramento delle fasi dello sviluppo anche del bimbo sia nella fase intrauterina che alla nascita.

Il trattamento osteopatico si consiglia dopo il terzo mese di gravidanza.

Sia attraverso tecniche dirette sia indirette si contrallano e accompagnano gli adattamenti del bacino, delle articolazioni sia della colonna vertebrale sia degli arti inferiori affinchè il canale del parto di presenti nella migliore delle condizioni al momento del travaglio, che la muscolatura connessa con il pavimento pelvico possa aiutare nel momento della fisiologica dilatazione senza causare conseguenze post-parto o nel caso di minima entità.

Importanti aiuti si avranno anche attraverso esercizi specifici e una dieta corretta adatti e mirati alla salute di mamma e bambino/a.

Giulio Levi Osteopata
D.O., B.Sc (Hons) Ost, M.ROI

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